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Tra le braccia di Morfeo…oppure no?

Morfeo – dal greco Μορϕεύς, Morpheus – è un personaggio mitologico dell’Antica Grecia, uno dei molti figli di Ipno (il Sonno) e di Notte. Secondo la leggenda, Morfeo si avvicina piano al dormiente grazie alle sue ali, che gli consentono di muoversi in modo silenzioso e rapidissimo, ed entra quindi nella sua mente assumendo la forma delle persone sognate.

Spesso si dice “andare tra le braccia” di Morfeo, quando stiamo per andare a dormire, o stiamo per addormentarci….ma ci sono volte in cui Morfeo non dispiega le sue ali o si allontana velocemente, e sopraggiunge l’insonnia.

Che cosa è l’insonnia? E’ un disturbo a causa del quale una persona percepisce il proprio sonno come insufficiente o insoddisfacente, quando non riesce a trarre beneficio dal riposo perché dorme troppo poco , oppure dorme male.

Avete presente quando rimanete nel letto ad occhi spalancati, nonostante le buone intenzioni di coricarvi presto, girandovi e rigirandovi, e provando un crescente senso di nervosismo? Oppure quando vi svegliate nel cuore della notte, o al mattino presto, senza riuscire a prendere sonno? Oppure ancora quando pensate di aver dormito bene e per un tempo sufficiente, ma al risveglio vi sentite ancora stanchi, quasi spossati? Ecco, se vi siete trovati almeno una volta nella vita in una di queste situazioni, avete provato che cosa vuol dire soffrire d’insonnia.

L’insonnia non è naturalmente un disturbo a sé stante, ma segnala un disagio più profondo, ed è su quest’ultimo che si può e si deve intervenire per prevenire conseguenze anche sul piano fisico. Ne esistono di diversi tipi, a seconda della durata del malessere nel tempo e della gravità dei suoi sintomi.

L’insonnia transitoria, ad esempio, insorge in conseguenza ad un evento eccitante, ad un’emozione intensa, ad una notizia buona o cattiva. Il picco di stress che deriva dal fattore esterno crea un’eccitazione tale a livello del sistema nervoso, che il nostro cervello rimane sveglio ed in piena attività.

Diversa e più disturbante è l’insonnia a breve termine, che si protrae per un periodo di tempo più prolungato, ma non oltre le due/tre settimane consecutive. Le cause sono spesso di origine emotiva e di conseguenza ad eventi importanti, difficili, tragici della vita. La rabbia, l’ira, l’incapacità nel gestire situazioni più complesse del comune sono cause comuni a tante persone che soffrono d’insonnia.

Lo stress che queste situazioni determinano influisce sulla nostra mente e sul nostro corpo a tal punto che non si riesce a dormire bene oppure non è possibile addormentarsi, perché si è incapaci di non pensare al grave problema che ci affligge durante il giorno.  Si instaura a questo punto un vero e proprio meccanismo ansioso. Dello stesso tipo è l’insonnia cronica, che si protrae oltre le tre settimane, e può diventare un disturbo importante per i problemi che ne derivano.

Già perché il sonno ha una funzione molto importante per l’organismo, oltre che una necessità istintiva per l’uomo. Ad esempio durante il sonno l’apparato renale e il fegato eliminano le tossine più efficacemente di quando si è svegli; il sistema immunitario produce più anticorpi; il midollo osseo “fabbrica” globuli rossi in gran numero….e sono solo alcuni esempi che mostrano come il sonno sia una fase attiva della vita quotidiana assolutamente necessaria a completare l’equilibrio di tutto il corpo.

L’importante è non sentirsi sconfitti o abbattuti, dormire meglio si deve e si può.

Una volta escluso un problema medico sottostante (Apnee notturne, ad esempio), si può intervenire ripristinando, sul piano comportamentale,  una corretta igiene del sonno, che riguardi le abitudini serali immediatamente precedenti il momento del riposo (il cibo, il tipo di attività fisica, il grado di illuminazione o rumorosità dell’ambiente circostante, la temperatura della stanza da letto o il letto stesso….).

Sul piano cognitivo ed emotivo un grande aiuto arriva dalle tecniche di rilassamento, come il training autogeno e le meditazioni guidate, che aiutano a rilassare diverse parti del corpo e predisporsi ad uno stato di calma e quiete che introduce al sonno con più facilità.

Senza dimenticare il contributo che proviene dalla natura, che ci viene incontro con erbe officinali interessanti che da secoli vengono impiegate nelle varie culture per ripristinare il sonno ristoratore o per trattare l’insonnia (Valeriana, Biancospino, Escolzia, Melissa, Passiflora,Tiglio sono alcune di queste), oppure attraverso le essenze floreali, che lavorano in sinergia proprio su quelle emozioni che stanno alla base della nostra difficoltà nel dormire bene.

D.ssa Elena Tigli

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