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L’ANIMA CHE SORRIDE…L’ALTRA FACCIA DELLA DEPRESSIONE

Ci sono giornate che è primavera….che non vuol dire necessariamente trovarsi tra marzo e giugno, con le rondini ed i fiori che sbocciano ma è primavera. In queste giornate, c’è una particolare categoria di persone che si sente sbocciare, “dentro”, e basta poco….a volte la luce del sole, un cielo particolarmente limpido, una musica più allegra del solito canticchiata con voce mediamente udibile…

Già la voce…accade che il livello paravebale in chi sperimenta nell’animo quella sorta di malinconia che prelude alle sindromi depressive, sia abbastanza tipico. Con paraverbale intendiano quella parte dell’agire comunicativo che attiene appunto, all’uso della voce: timbro, tono, pause e volume. Chi attraversa un periodo difficile, tende ad avere una voce monocorde, di tono medio/basso, con pause lunghe e dal basso volume.

Stiamo parlando di quegli stati di disagio che non andrò qui ad elencare interamente, per la varietà delle loro manifestazioni, che sostanzialmente però hanno alcuni tratti tipici: umore deflesso (ci si sente “giù”), apatia (scarsa voglia di fare), emotività (facilità al pianto od alla commozione per alcune situazioni), scarso appetito, scarso desidero sessuale, pessimismo,  ridotta capacità di progettare per il futuro, scarso interesse per le relazioni sociali.

Ebbene, tutto questo, nelle persone in rinascita, muta sorprendentemente.

Il mondo intorno appare diverso; non lo si avverte più come i versi della poesia “Spleen” di C. Baudelaire ben descrivevano Quando il cielo basso e greve pesa come un coperchio sullo spirito che geme in preda a lunghi affanni, e versa, abbracciando l’intero giro dell’orizzonte, un giorno nero più triste della notte .

Si torna ad essere connessi con la propria interiorità, a sorprendersi di provare sentimenti così prepotentemente positivi, a stupirsi della violenza con cui riemergono, quasi come se in quel dato momento, si scoprisse una nuova parte di sé.

E’ come morire e rinascere interiormente e spiritualmente, riabituandosi alle belle emozioni, dandosi la possibilità di vedere il bello negli altri.

In adolescenza o in età adulta quando si rinasce ci si sente un po’ come storditi….ci si accorge che le pietanze hanno profumi e sapori, che gli ambienti possono essere accoglienti, che è prezioso ognuno di questi momenti, e si fatica, in un primo momento ad orientarsi in quella che appare come una nuova realtà, e non ci si sente così cambiati.

Ma gli altri, se ne accorgono, eccome se se ne accorgono! Perché è primavera, anche se fuori ci sono meno 6°, e la luce entra negli occhi. Perché si riapprende a sorridere e ad amarsi, e questo mutato stato d’animo si avverte a livello epidermico. Ed è concreto. Ed è visibile.

Ed è stato faticoso, ma ne è valsa la pensa.

D.ssa Elena Tigli

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