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Bilancio di fine anno…viaggiando attraverso le emozioni! (viaggio tra il faceto e il professionale tra sintomi e nuove prospettive)

E’ inevitabile, quando arriva dicembre ci si sente appesantiti, mille pranzi, altrettante cene, ma soprattutto lavoro, esperienze, persone. Già perché dicembre segna la fine dell’anno. Di un anno passato, nel bene o nel male, giorno dopo giorno, mese dopo mese.

Giorni e mesi che significano tempo, a volte vissuto, a volte trascorso senza che ci ricordassimo di noi stessi. Già perché dicono che il tempo sia un tiranno e i tiranni pensano solamente a dominare ed impadronirsi di quanto non è loro.

Allora, intanto che leggi queste righe, prova a fermarti e a tornare indietro, nel tempo, a Gennaio…sei riuscito, partendo dall’inizio di quest’anno, ad organizzare al meglio i tuoi impegni, il tuo lavoro, la tua famiglia, lo sport, la politica, il volontariato…un attimo, fermati…davvero sei riuscito a tenere insieme tutto questo nel migliore dei modi, senza sacrificare nessuna di queste cose e soprattutto senza sacrificare te stesso? Come ti senti ora, nel ripensarci?

Henri Cartier Bresson, fotografo di fama mondiale diceva che “Perché una cosa acquisti un valore duraturo nel tempo bisogna che passi attraverso tutto il processo delle emozioni umane” , e proprio su quelle emozioni ora, voglio spingerti a focalizzarti…riesci a ricordare, come ti sei sentito nelle situazioni che hai attraversato, durante quella vacanza, quella riunione, quell’appuntamento…hai messo a fuoco il tuo obiettivo interiore e fissato le tue “frazioni di secondo di realtà”? No? Non preoccuparti, spesso capita di non riuscirci…

Ma proseguiamo il nostro viaggio nel tempo…dopo gennaio, febbraio, marzo, è arrivata la primavera, la stagione, almeno dicono, dell’amore….Hai dato spazio a te stesso, a ciò che ti piace fare , a momenti vissuti solo per te, e non per forza con uno scopo? Ti sei amato abbastanza? Perché sai, dicono che per poter dare emozioni positive agli altri, e questi altri comprenderli , amarli, sostenerli, sia necessario dare amore soprattutto a noi stessi. Perché l’amore mette al sicuro dalle intemperie emotive come nessun altro scudo sa fare, protegge, ravviva, motiva, crea. Ecco, la primavera è una stagione ricca di rinnovamento, tutto si risveglia e se non te ne sei accorto finora, non preoccuparti, davvero. Perché il prossimo anno ci sarà una nuova primavera, te l’assicuro, e a quel punto potrai approfittarne, con maggiore conoscenza e consapevolezza, e sentire. Quante volte nel corso di quest’anno, ti sei fermato a sentire? No,non con le orecchie, sebbene costituiscano un eccellente strumento, ma col cuore, con la tua anima, quante volte? Lo so, a volte il tuo corpo ti ha mandato strani segnali, si è irrigidito, bloccato, contratto; magari ha espresso dolore, comunque ha provato a parlarti. Dove hai sentito quel blocco, quel dolore? Quante volte ti è capitato? Ogni sintomo è un’emozione e forse il tuo corpo voleva dirti esattamente quello; non sto a spiegarti ora per quale curioso e affascinante meccanismo neuroendocrino questo accada, ma il fatto è che accade, le emozioni spesso ci parlano.

E accidenti il tempo scorre, me lo stavo quasi dimenticando, dopo la primavera, l’estate, giugno, luglio agosto, una parte di settembre, la stagione della luce, del sole, dei profumi di mare e uva, di funghi ed erba alpina, di cielo e stelle; la stagione in cui ci si ferma un po’ più a lungo da ogni attività, la stagione della leggerezza…no? Non preoccuparti, leggerezza non vuol dire superficialità, puoi permetterti di essere leggero senza essere superficiale, anche se quasi sempre ti hanno detto che non è questo che si fa, e magari ti sei sentito in colpa. Lo so, il senso di colpa fa male, il giudizio ,la squalifica fanno male, ma tu non sei né quel senso di colpa, né quel giudizio o quella squalifica. Tu sei molto di più anche di tutte le tue emozioni, positive o negative esse siano.

Lo so in autunno magari ti è capitato di avvertire un po’ di malinconia, le giornate si sono accorciate, e il sole non ti ha dato più tutta la sua energia. Mi dirai “cosa c’entra”? C’entra c’entra, non mi dilungo, ma sembrerebbe che il ripetersi ciclico di luce e buio e l’ampiezza delle fasi in questo ciclo influiscano sui neurotrasmettitori che collaborano nel donarci buon umore. Forse non sempre chi ti sta intorno lo avrà capito, o forse avrai sfoderato la tua maschera migliore. Ecco, prova a considerare, per il nuovo anno, la possibilità di fare a meno di questa maschera, sebbene ben confezionata. Se quella malinconia è riuscita a prenderti alla gola, a toglierti il respiro, a farti tremare, a spingerti il cuore all’impazzata e toglierti il sonno, chiedi aiuto. A volte vale la pena andare oltre il sentimento di vergogna che proviamo nel sentirci fragili, e prima che il nostro malessere ci travolga, chiedere aiuto.

Incredibilmente, in poche righe, è arrivato l’inverno, con dicembre, le sue festività e i suoi bilanci.

Tradizione vuole che, a fine anno, per fare spazio al nuovo, sia necessario fare pulizia: di oggetti magari, ma soprattutto di situazioni, attività, abitudini, persone magari… Prova!

Forse perché sia davvero un buon anno, “nuovo”, nel vero senso del termine, è necessario spazzar via ciò che offende la tua anima e non ti permette di esprimere il tuo vero Sé, proseguendo nella giusta direzione.

Tanti auguri allora, dal cuore! Che sia un anno pieno, di valore, emozionante e soprattutto vero!

D.ssa Elena Tigli

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